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Recensioni

Eco danzante

Eco danzante - Marisa Falbo art gallery

L’Arte di Marisa Falbo sembra ergere dalla “sostanza dei sogni”, poesie visive, irradiate di “luce divina dell’arte”, geometrie sacre e figure trascendentali che fluiscono e attraversano la tela in varchi luminosi , quasi a smaterializzare i limiti della superficie pittorica, per irradiare spazi che inondano di infiniti “battiti di ali”. Un universo che compendia in ognuna delle sue narrazioni e visioni, corpi di luce che abitano atemporali oltre ogni confine precedente. Arte che dall’invisibile dei moti dell’anima e dell’universo, si riveste di visibile in tutta la sua bellezza, il cui sguardo cede il passo ai “sensi dimenticati” e viaggia e lascia viaggiare lontano, attraverso la vertigine del “volo”. Molteplici forme si snodano, fluiscono e vibrano, tramite cromie, linee e forme, e trasmutano in creature che abitano e spaziano “oltre lo Zenith”, alcune di esse nell’Omega o forse…nell’eternità dell’attimo. Per lei esiste un tempo/non tempo, segnato dai suoi innumerevoli orologi e lancette, in uso solo sotto forma di copricapi e corazze, di spiliformicolori, e arabeschi, come nella “Signora del Tempo” o in “Il Guerriero della Luce”. Nella sua pittura e grafica, forse rimembra il pensiero di Shelley :“…la vita come una cupola di vetro multicolore macchia il bianco splendore dell’eternità”. Numerosi gli “stigma” presenti come cifra dell’artista, sotto forma di pretesti decorativi, inediti metodologici, che fungono come veli metaforici, il cui sub strato si interpone, tra immagini dipinte e trafori del pizzo, interspazi tra l’uomo e il divino. La sua ricerca e conoscenza personale su tecniche variegate crea effetti tridimensionali. Ad accompagnare le sue mitografie nel compenetrarsi di ogni unità e del loro moltiplicarsi da una stessa matrice ri/generatrice il leit motiv del “fiore della vita”, chiave del “tutto” per l’origine del cosmo e dei suoi elementi umani, naturali e spirituali. Spesso lo ritroviamo come sfondo, gioco o accessorio raffinato ed elegante, che nell’occhio interiore dell’artista ne svela la geometria sacra filosofica della MerKaBa. “Suoni meditativi di silenzio e di respiri ” che accompagnano le risonanze misteriose nelle incantevoli opalescenze seduttiva, cariche di vita primigena di ricettività, che nell’euritmia stilemica e stilistica, si interpongono alle figure con architetture decorative composite. Il regno tra gli interspazi, di “patterns” che visivamente e metaforicamente, funge da griglia di “passaggio” e attraversamento di accesso a nuove “vie”. Nelle loro volute, pentagrammi di note, risvegliano echi di musiche e voci, percepibili solo alla eletta sensibilità, che la pittura risveglia . Cromie che seguono i raggi di luce e tracce di pulviscolo dorato, che dipanano nell’indaco senza mai tradire l’evanescenza eterea e impalpabile, di aliti luminescenti, portati dal vento dalla scia delle ali. L’Arte per Marisa Falbo è transfert per esplorare la sfera della conoscenza umana, scoprire la profondità ed equilibrio dell’ “essere” sovrannaturale, in cui ermeneuticamente conchiusa, nel misticismo delle sue innumerevoli nautilius : gusci spiralici , presenti sotto forma di conchiglie , tra flussi e riflussi del pensiero, corrisponde alla qualità orchestrica degli spettri dei colori che assumono strutture morfogeniche, in simbiosi con il loro spirito espresso dalla loro bellezza.
Immagini senza peso terrestre coestensivo, come “Ascensione”, angelo di sofisticazione estatica ed intelligenza serafica, in quella proiezione umana di insopprimibile desiderio di cielo, che nel suo nuvolato d’oro, esclude la tensione e si ciba delle cure e della protezione per il prossimo . Altre figure dell’universo femmineo danzano verso i sussurri della primordialità, come in “Eco Danzante”: dea ancestrale, che dona i frutti di grazia e fecondità, Mater Natura procreatrice del tutto, in “alongè” verso il sole, come usano far le piante e tutti gli esseri desiderosi di armonia.
Riscopre, invece l’emozione della purezza del gioco l’immagine della “gioia dimenticata” quella di un bimbo solare, dall’espressione sorpresa dinanzi la bellezza della purezza della sfera d’oro , in cui si riflette come specchio rilucente del suo viso e emblema della verità. Già il Parmigianino aveva attratto con la sua sfera, il flusso dei pensieri che disvelano le immagini riflettenti, alla ricerca del “Sé”, l’arte come mediazione tra spirito e materia , infinito e finito, nella vitalità più profonda. Costante nella sua produzione artistica anche la simbologia della metamorphosis/metaphor ,rinascita di fenici e crisalidi, quest’ultima all’inizio conchiusa nel suo “vas” alchemico ermeneutico, senza far trasparire la sua evoluzione interiore che poi sboccia in ogni sua opera nel tessere bellezza.

 

FRANCESCA MEZZATESTA (Critico e storico d’arte)

Fiorfall

Fiorfall - Marisa Falbo art gallery

“...con le ali dell'amore varcai quei lidi, che nessuna barriera è efficace contro l'amore, ciò che amore può fare amore osa!...” 

Così fa dire Shakespeare a Romeo... 

L'amore di Marisa Falbo verso l'arte è impegno pittorico: lei ama le ali... le conosce, e le fà sue per farle nostre... infatti le vedremo nelle molteplici interpretazioni pittoriche. La sua tavolozza si veste di colori (anche questi) alati!... ma non per disperderli, ma per inciderli nella nostra memoria per sempre. Questa pittrice ci dona quadri che non somigliano a nessuno...  i suoi pennelli dipingono una realtà sempre sposata al sogno perché Marisa Falbo possiede un immaginario ricco di mistero, con velature, colorate dall'arcobaleno! Una tavolozza nuda di sesso... che si fa guardare per coinvolgere il maschio... che si fa amare fuggendo... mettendo “ancora” le ali... lasciandoci soli!... Rimarrà un ricordo indelebile: il quadro. Questa pittrice possiede l'arte dei pochi: “LA POESIA PITTORICA”, una poesia che si fà nostra, perché quando siamo davanti a un suo quadro siamo nella felicità!... 

Scrive Trilussa: “FELICITA' ” Un ape se posa su un bocciolo de rosa, ne succhia il succo e se ne và, infonno, la felicità è una piccola cosa. 

I quadri di Marisa Falbo non sono una “piccola cosa...” e  io affermo: “Sono una grande cosa per chi li possiede”. 

  

UMBERTO VERDIROSI  (Pittore ed attore) 

Mercurio e Venere

Mercurio e Venere - Marisa Falbo art gallery

 " La coppia tra l’erotismo, il femminile ed il gioco" La creatività di MARISA FALBO ha radici su una spiccata capacità introspettiva, che fa pensare a quella di uno sciamano o di un buddista Zen. C’è una penetrazione intuitiva dell’altro, di se stessa, della natura, incontaminata da intellettualismi. Questa pittrice palermitana ci trasmette il gusto del contatto della cultura orientale. Nelle sue opere sulla coppia riscopriamo un erotismo spostato sulla donna, sulle valenze femminili del partner; sensualità al posto di mera genitalità. La tecnica “osmografica” si rivela una raffinata elaborazione secondaria della dimensione onirica, che affiora dalle opere della Falbo; pertanto ogni opera è un sogno, trasfigurato da questa tecnica, che l’A. definisce osmografia. Dalla catastrofe al gioco è questo itinerario della sua descrizione della femminilità, dell’erotismo. Inevitabilmente autobiografica, l’A. sposta l’attenzione dal demoniaco, dal trasgressivo, dall’inquietante al ludico, alla ricerca di tenerezza ,sensualità, all’assorbimento dell’angoscia nel gioco. Alla FALBO non piace essere inquadrata in questo o quel movimento; faremmo un torto alla sua originalità ,alla sua acuta e notevole sensibilità artistica e creativa , al suo essere se stessa nel confronto con altri artisti e stili. L’osmografia indica questa sua attitudine a riemergere dal sogno ,dal fantasticare, dal viaggio introspettivo ,in una proposta del gioco per esorcizzare l’incubo – Il tema della coppia è centrale nella cultura e nel costume degli anni Ottanta; dopo la crisi della coppia ,la riscoperta dell’Amore. Marisa FALBO sposta sull’erotismo femminile la possibilità di un contatto creativo dei partner, un messaggio di speranza ed utopia nel contesto di consumismo sessuale ed alienazione; il protagonismo femminile ribalta la crisi nella riscoperta del gioco, del contatto creativo nella relazione amorosa…

 

FILIPPO DI FORTI (Psicanalista) 

ANGELO DELLA LUCE

ANGELO DELLA LUCE - Marisa Falbo art gallery

La produzione artistica di Marisa Falbo si inserisce, nel panorama artistico contemporaneo, in uno spazio culturale da tempo dominato da un relativismo culturale disarmante. Il nulla ideologizzato ed esteso in ogni campo artistico, invade la moderna cultura confondendo gli stessi intellettuali, spesso impegnati per descrivere l’impossibile, e per giustificare il vuoto trasmesso da tanta produzione artistica decorativamente industrializzata. Marisa nel suo ultimo approdo mostra una vitalità ed una vena artistica da autentica fuoriclasse sul profilo tecnico, stilistico e culturale. L’artista ha un’assoluta padronanza tecnica, una facilità espressiva tipica dei geni della grande pittura classica e contemporanea. Raramente nella storia dell’arte troviamo autori capaci di trasmettere emozioni dirette così intense, luce e colore si fondono per generare un flusso d’energia che t’invade l’anima e ti trasporta in un’altra dimensione. Marisa giunge in quest’alveo dopo un lungo viaggio attraversando spazi infiniti tra gli oscuri sentieri della vita, un impegno grandioso per trovare le radici dell’essere, un vissuto intenso ricco di emozioni per trovare l’essenza della vita e distruggere le ragioni del male. La produzione artistica è meravigliosamente affascinante e suggestiva, una sintesi estrema delle migliori perfomance pittoriche del ventesimo secolo. In ambito tecnico Marisa è un’artista spettacolare dotata di un talento formidabile, un sottile filo di congiunzione la unisce con le eccellenze del magico Turner, con le sublimi atmosfere dei maestri scapigliati e con le vibrate immagini trascendentali in movimento del mitico Boccioni. Dal punto di vista stilistico la maestosa architettura compositiva riporta le memorie dei grandi affreschi rinascimentali con le calde atmosfere del Correggio. Per quanto concerne il linguaggio espressivo, particolarmente intenso, riesce in ogni situazione a confondere ed a stupire lo spettatore letteralmente rapito dalle fantastiche visioni, immagini fantastiche particolarmente raffinate e garbatamente sensuali. Le opere dell’artista sono tutte dotate di un’intensa aurea musicale, lo spettatore attento ne percepisce gli effetti sonori, anch’essi parte di una struttura espressiva monumentale, partiture orchestrali e rapidi movimenti che ricordano le grandi composizioni di Luigi Cherubini. Marisa espande la sua lucida visione creativa attraverso la rappresentazione fantastica dell’universo spirituale, dove luce e colore si fondono per generare vita pulsante. Tenui e pacati bagliori accompagnano le sfavillanti vibrazioni testimoni della rappresentazione illuminata dell’energia vitale. Già s’intravvede il prossimo approdo del lungo viaggio dell’artista, bagni di luce e colore per perdersi nell’universo, l’artista è alla ricerca dell’infinito verso i sentieri dell’immortalità.

 

CARLO VIGHI (Pittore)

Ascensione

Ascensione - Marisa Falbo art gallery

Nelle opere di Marisa Falbo, il tema ecologico si fa sempre più pressante, per assurgere a ruolo di protagonista della scena pittorica dell’artista, impianto scenico popolato da entità, personaggi mitologici, leggendari, angeli, angeli di luce, cigni e personaggi  che incarnano una ecumenica santità universale, personaggi che rivisitano l’iconografia ortodossa per poi pervenire ad esiti di carattere universale.
 .....Ma il leit motiv delle opere di Falbo è la luce universale, luce-energia primordiale, di una luce abbacinante magnetica, stiamo parlando, tale quasi da  inondare e trasudare di energia pura e di calore gli ambienti con i quali le stesse opere vengono a contatto. La sapiente tecnica della pittrice offre al pubblico l’operosità e la pazienza di un’”artigiana della pittura”, artista che, come gli antichi maestri, sa aspettare…
 Lente asciugature di colore, strato per strato, segno per segno, giorno per giorno, mese per mese…. Le stratificazioni cromatiche di Falbo, come per magia, anziché coprire ed inondare la tela di “materia”, la sfrondano, la alleggeriscono; la superficie della tela è resa quasi opalescente, trasparente, eterea.  Allo stesso modo, eteree sono le figure rappresentate dalla pittrice, magiche, come ectoplasmi colorati, come ninfe dei boschi, fotografati da una speciale macchina che possa cogliere gli spettri delle figure. Ancestrali Naiadi, numi tutelari dei boschi, quegli gnomi che vorremmo incontrare nella realtà, tra un fungo del bosco della nostra infanzia….quelle fate-signore che abbiamo incontrato nei nostri sogni, nelle nostre fiabe…. 
Sono tutti qua i personaggi che hanno affollato le nostre notti. Le incontriamo nelle pagine pittoriche dell’artista Falbo, nei suoi racconti fatati, gioiosi e nostalgici di un tempo perduto, tra bianchi esseri e evocazioni mitologiche greco-romane…universali.  Nelle opere di Marisa Falbo, c’è da aggiungere, come nota dominante della sua produzione artistica, il  catturare la luce… . 
E’ un gioco da ragazzi, per l’artista: ella sembra lavorare polvere di stelle, catturate  dal cielo e fatte “pittura”. Il momento creativo di Falbo sfocia, dunque, quasi in una macchina scenica, virtuale, dall’atmosfera magica, sospesa, misteriosa, come una favola nordica.  Ali di farfalla sembrano le sue opere; anzi, spesso, le ali sono il tema ricorrente dell’artista di Palermo….Vi ricordate quelle ali di delicati macaioni che perdevano, quasi, il loro colore, con il semplice sfiorare delle nostre cattive dita….
A questo punto, intendo affermare, senza ombra di dubbio, che la sua arte racchiude un messaggio di purezza: quella  purezza di chi incontra la natura e trae da essa linfa vitale nuova, fonte di ritrovata energia, ruscelli rigeneranti il pensiero divergente, creativo. Ecologia, in pittura, pertanto, si ritrova in Falbo, un messaggio ecologico e filosofico insieme, come quel pensiero filosofico che ruota intorno alla “ Ecologia della mente”, propugnata dal valente filosofo Bernstein.”  Chi, oggigiorno,  non intende ritrovarsi in lei, nel suo messaggio di puro splendore di ideali, di sentimenti, di valori, di bellezza pura?

 

MARIA TERESA PRESTIGIACOMO  (Critico d'arte)

 

 

 

 

Hanno scritto di lei: 

Sergio BARTOLINI, Renzo BIASON, Solas BONCOMPAGNI, Liana BORTOLON, Gastone BREDDO, Carlo Emanuele BUGATTI, Ignazio BUTTITTA, Giovanni CAPPUZZO, Domenico CARA, Francesco CARBONE, Lucio ZINNA, Luigi CARLUCCIO, Bianca CORDARO, Raffaele DE GRADA, Filippo Di FORTI, Raffaella FERRARI, Lorenzo FERTITTA, Giuseppe GERACI, Renato LAMPERINI, LENZI, Renzo MARGONARI, Giovanni MATTA, Elio MERCURI, Francesca MEZZATESTA, Melinda MICELI, Mario MONTEVERDI, Enotrio MASTROLONARDO, Tommaso PALOSCIA, Gianna Pagani PAOLINO, Dino PASQUALI, Mario PORTALUPI, Maria Teresa PRESTIGIACOMO, Nello PUNZO, Domenico PURIFICATO, Leonardo SCIASCIA, Giuseppe SERVELLO, Umberto VERDIROSI, Carlo VIGHI

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